Metti il ponte di barche di Caposile e metti dei turisti indecisi su una barca





Il desiderio di provare a fare una strada alternativa mi ha portato ieri pomeriggio a scegliere, per il rientro a casa da Jesolo, la strada che passa per Caposile (provincia di Venezia). Guidare lungo l'argine con la laguna sconfinata sulla sinistra ed il Sile sulla destra, ti da l'idea di viaggiare sospeso sull'acqua: quasi sembra di esser su una barca, che scivola, non su un' auto.

Tempo splendido, giornata mite, cielo leggermente velato dall'umidità.

Non riesco ad immaginare tutti quei campi prima della bonifica: eppure non dev'esser stato un bel vivere in mezzo a tutta quella fanghiglia, prima delle grandi opere.
Le zanzare son rimaste, indubbiamente, anzi, in abbondanza quest'anno.
Queste grandi case coloniche fan venir voglia di 'esplorare' e i campi immensi sembran non finire mai.

Arrivo a Caposile che, io non sapevo, è provvisto di 'ponte di barche' girevole, che all'occorrenza viene aperto per far passare le barche che transitano sul Sile.

Affascinante, dico io. Col tempo che corre come un bolide, fermarsi per aspettare che il ponte si giri è un lusso che non sempre ci si può permettere: d'altro canto, agli occhi di un bambino è un'operazione degna di un professor-ingegnere dei Lego.

Se la vedi con gli occhi di un bambino, è un'operazione degna di tutto rispetto e interesse.

Quindi, si può attendere.

Ma tant'è... Io fretta non avevo, ed ho assistito ad una bella sceneggiata, tipica, all'italiana.....

Arriva una barca di turisti.... Beh, penso tedeschi, ma non ha molta importanza.
La signora che gestisce le manovre fa aprire il ponte per far passare la barca: ci vuole un po' di tempo...

La barca sembra passare....

Ma poi torna indietro.

..... TORNA INDIETRO?

Sì, tornano indietro i nostri amici.
Non si sa il perchè.
E restano nel 'limbo', su e giù, indecisi sul da farsi, poi si allontanano, poi si avvicinano.
Poi si allontanano un po' di più.
Poi spariscono alla vista del gruppetto di persone che aspettano di attraversare il ponte.

Persone che si stan 'scaldando'.

E quando l'ITALIANO SI SPAZIENTISCE ne senti di tutti i colori.

Primo passo i clacson: beeeep beeep.
Secondo passo: 'Non si capisce perchè...'.
Terzo passo: insulti.
Quarto passo: insulti e clacson.
Quinto passo: 'Qualcuno chiami la polizia!'.
Sesto.... Arriva un prete, anche quello vuole che venga chiamata la polizia e grida alla donna che gestisce questo benedetto ponte di barche che 'Non ho mica tempo da perdere!' . Oltre al resto.... Agitatissimo. Poi scopro che in auto trasporta un CARDINALE (uao).

Settimo: la donna in auto scende e comincia a gridare alla donna del ponte che ' Non è possibile, chiuda il ponte, se QUALCUNE SI SENTISSE MALE.... Chiamiamo la polizia...'

Io guardo,
ascolto,
rido (sorrido, sotto i BAFFI)....

Sono proprio ITALIANI.

10 minuti in tutto,
10 minuti di una domenica pomeriggio,
10 minuti di attesa sul rientro a casa
dopo una gita al mare.

Nessuno stava male.




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