...Che meravigliosa abitudine :-)

Caro nonno Libero,
caro davvero...

Non è facile pensare che non ci sei più.
Una roccia di 96 anni, tanti, tantissimi,
che mi mancherà da morire.

Se di quando ero piccola mi ricordo le nostre lunghe chiacchierate sulla scala che scende al campo, di questo ultimo periodo mi ricordo la forza di volontà e l'orgoglio che hai messo nell'alzarti faticosamente dalla poltrona per farmi gli auguri di Natale, in piedi:
tanta fatica, troppa fatica... Davvero.

Volevi farmi gli auguri stando in piedi.
Non seduto e malato.
In piedi, a testa alta.
Una vigilia di Natale da ricordare....
Hai voluto farlo e l'hai fatto, ti sei alzato con tutta la forza che avevi nelle gambe.

I lunghi discorsi, la guerra, la vita a Milano, il lavoro...
Il 'bucichin'...
I lunghi discorsi si sono trasformati in poche parole,
ma mai una sbagliata.
Mai una parola sbagliata, con me: nè da bambina, nè da donna e mamma.

Sono stata fortunata, lo so.
Lo so.
Certo, tu eri lì: in qualche modo in questi miei 35 anni tu eri lì, insieme alla nonna.
Ora mi ci dovrò abituare.
Ci dovremo abituare tutti.
Che fatica, però.

Era una meravigliosa abitudine.


"....e poi ...non se ne vanno mai via del tutto ...... "

"A me piace pensare che ora lassù ci sia una stella in più ad illuminarti il cammino... "

"E non ci si deve abituare. "

"C'è un bel po' di lui dentro te.
E anche dentro alle tue creature.
E' così che non si muore mai veramente"

"Ora lui è Libero di proteggervi da lassù con tutto l'amore che ha"

"So cosa si prova anche a me è accaduta la stessa cosa 2 anni fa con la mia ultima nonnina quasi centenaria"

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